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Decisamente buoni

Pungenti, intensi, unici nel loro genere: se non li provi non li puoi amare.

Formaggio di Fossa di Sogliano

Formaggio di Fossa di Sogliano D.O.P.

EMILIA ROMAGNA, MARCHE

Formaggio a pasta dura o semidura, a media stagionatura. È prodotto con latte intero vaccino, con latte ovino, oppure con una miscela dei due (80% vaccino e almeno 20% ovino).

Sapore

Il sapore varia a seconda della composizione del formaggio stagionato: il pecorino presenta un gusto aromatico e sapore fragrante, intenso e gradevole, leggermente piccante, in modo più o meno accentuato; il vaccino è fine e delicato, moderatamente salato e leggermente acidulo, con una punta di amaro; il misto presenta sapore gradevole ed equilibrato tra il saporito e l'amabile con sentori amarognoli.

Utilizzo

Può essere degustato da solo, o accompagnato con miele, confetture di frutta, “saba” (mosto cotto), aceto balsamico tradizionale di Modena o di Reggio.
Nella cucina tipica del territorio emiliano-romagnolo e marchigiano è utilizzato come ingrediente per la preparazione di numerose ricette, e, grattugiato, come condimento per primi e secondi piatti, eventualmente gratinati.

Vini

Va accompagnato con vini d’annata, dotati di struttura e grande morbidezza, come Amarone classico o Sangiovese di Romagna.

Curiosità

Il processo produttivo del “Formaggio di Fossa di Sogliano”DOP, presenta caratteristiche del tutto uniche perché indissolubilmente correlate allo specifico ambiente geologico e climatico, nonché alla tradizione propriamente locale, leale e costante nel corso dei secoli, di cui sono abili detentori solo gli infossatori del luogo che si sono tramandati conoscenza e “sensibilità” di generazione in generazione.
La tradizione di infossare si introdusse durante il Medioevo e divenne ben presto parte integrante della civiltà contadina del territorio compreso tra le valli del Rubicone e del Marecchia, fino al fiume Esino, a cavallo della Romagna e delle Marche. L’uso di infossare era naturalmente legato alle necessità di conservazione del prodotto, nonché al desiderio di proteggerlo dalle razzie delle tribù ed eserciti che, nel corso dei secoli, cercarono di occupare il territorio. Le Fosse venivano scavate artificialmente nella roccia viva di arenaria e lasciate grezze. Tale operazione divenne poi così frequente da essere soggetta a precise norme legislative. Le prime documentazioni riguardanti le fosse e le tecniche di infossatura, risalgono al XIV secolo e appartengono agli archivi della famiglia Malatesta, proprietaria del territorio.

La tradizione di infossare si introdusse durante il Medioevo e divenne ben presto parte integrante della civiltà contadina del territorio compreso tra le valli del Rubicone e del Marecchia, fino al fiume Esino, a cavallo della Romagna e delle Marche. L’uso di infossare era naturalmente legato alle necessità di conservazione del prodotto, nonché al desiderio di proteggerlo dalle razzie delle tribù ed eserciti che, nel corso dei secoli, cercarono di occupare il territorio. Le Fosse venivano scavate artificialmente nella roccia viva di arenaria e lasciate grezze. Tale operazione divenne poi così frequente da essere soggetta a precise norme legislative. Le prime documentazioni riguardanti le fosse e le tecniche di infossatura, risalgono al XIV secolo e appartengono agli archivi della famiglia Malatesta, proprietaria del territorio.

Qualità

D.O.P.

Piacentinu Ennese

Piacentinu Ennese D.O.P.

SICILIA

Formaggio a pasta pressata, di breve e media stagionatura, ottenuto da latte ovino, a cui vengono aggiunti zafferano proveniente dalla zona di produzione e pepe nero in grani.

Sapore

Il sapore varia da leggermente piccante a più intenso in base alla stagionatura. L’odore è delicato con lieve aroma di zafferano.

Utilizzo

Consumato da tavola si apprezzano al meglio le peculiari caratteristiche aromatiche dovute allo zafferano.
In cucina viene utilizzato come ingrediente nella preparazione di varie ricette della tradizione siciliana, come nell’impanatura delle carni, nei primi piatti (ad esempio, la pasta al brodo di pollo ruspante) o nel capretto “abbuttunato”, piatto tipico ennese.

Vini

Si consuma con vini fruttati e dal profumo netto e intenso, come ad esempio il Nero d'Avola.

Curiosità

La caratteristica peculiare del Piacentinu Ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione e che conferisce al formaggio quel caratteristico core giallo omogeneo. L’antica origine dell’attività casearia in provincia di Enna, legata alla tradizionale produzione di latte ovino ed alla presenza della pianta di zafferano, spontanea e coltivata fa ritenere attendibile la spiegazione che i vecchi produttori hanno dato al termine «piacentinu». Stando infatti a queste testimonianze dirette il termine sarebbe riferito alla piacevolezza del prodotto: Piacevolezza, appunto, del gusto non del tutto piccante, dovuta anche alla presenza dello zafferano. L’origine sarebbe quindi idiomatica: «piacentinu» dal siciliano «piacenti» ovvero che piace, e la testimonianza della sua «piacevolezza» e del suo nome «piacentinu» ci è data anche da testi antichi come «le venti giornate dell’agricoltura e dei piaceri della villa» risalente al ‘500.

Qualità

D.O.P.

Castelmagno

Castelmagno D.O.P.

PIEMONTE

Formaggio a pasta cruda, a media e lunga stagionatura, prodotto con latte vaccino crudo intero e piccole aggiunte di latte ovino o caprino parzialmente scremato. Il Castelmagno appartiene al gruppo dei formaggi “erborinati”.

Sapore

Fine, delicato e moderatamente salato ai minimi di stagionatura; più saporito col progredire della stagionatura.

Utilizzo

Ottimo al naturale, si accompagna abitualmente a composte di frutta o miele. Nelle insalate tagliato a cubetti, grattugiato su preparazioni rustiche di pasta, in fonduta per insaporire pasta e carni arrosto.

Vini

Si abbina tradizionalmente a vini rossi corposi (Dolcetto di Diano d'Alba, Grignolino d'Asti, Roero Arneis) e, se stagionato a lungo, anche a vini da meditazione (Nebbiolo, Barbaresco, Barolo).

Curiosità

Il formaggio “Castelmagno” essendo prodotto tutto al di sopra dei 600 m. reca in etichetta la dicitura “prodotto della montagna”. Quando la produzione del latte e la caseificazione avvengono al di sopra dei 1000 metri, il formaggio DOP anziché la dicitura “prodotto della montagna” recherà in etichetta la dicitura “di alpeggio”.
L'origine del Castelmagno è antichissima, contemporanea o di poco posteriore al Gorgonzola, che era già noto nel 1300.

Qualità

D.O.P.

Puzzone di Moena

Puzzone di Moena/Spretz Tzaorì D.O.P.

ALTO ADIGE

Formaggio vaccino a pasta semicotta e semidura stagionato almeno 90 giorni.

Sapore

Robusto, intenso, lievemente e gradevolmente salato, con un appena percettibile retrogusto amarognolo. Può essere lievemente piccante in stagionatura avanzata. L’aroma e l’odore sono intensi, penetranti, con lieve sentore di ammoniaca.

Utilizzo

Formaggio da tavola da gustare in purezza o accompagnato da miele. Viene proposto come formaggio fuso oppure in abbinamento con la polenta e il purè. Ottimo per condire il risotto o gli gnocchi di patate.

Vini

Si abbina a vini rossi di corpo, come il Marzemino.

Curiosità

In passato, per il suo sapore e odore accentuati, era particolarmente apprezzato dalla povera gente della ruralità montana perché, anche in piccole quantità, insaporiva le modeste pietanze dei contadini spesso a base di polenta o patate.

Qualità

D.O.P.

Gorgonzola

Gorgonzola D.O.P.

LOMBARDIA, PIEMONTE

Formaggio molle, a pasta cruda, a breve e media stagionatura, prodotto con latte vaccino intero pastorizzato nelle tipologie “dolce” e “piccante”. Le screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura (cioè alla formazione di muffe) dato dall’aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate.

Sapore

Particolare e caratteristico, leggermente piccante (“dolce”); particolare e caratteristico, sapore più deciso e forte (“piccante”).

Utilizzo

Ottimo formaggio da tavola, viene utilizzato anche come ingrediente in molte preparazioni gastronomiche. Numerose sono le ricette che lo vedono protagonista, dagli antipasti, ai primi e secondi e persino ai dessert. L’impiego del Gorgonzola DOP è validissimo anche per la realizzazione di salse e creme.

Vini

Il Gorgonzola piccante si abbina a un vino rosso, ben strutturato, caldo, invecchiato, interessante anche con un passito. Quello dolce si accompagna a rossi o bianchi, caratterizzati da una certa morbidezza e sapidità.

Curiosità

Collegata con il tradizionale sfruttamento del pascolo alpino era nata consuetudine di concentrare i capi bovini nel territorio del Comune di Gorgonzola e zone limitrofe, in determinati periodi dell'anno. Il latte derivato veniva trasformato in formaggio, sottoposto a maturazione in grotte naturali per acquisire la caratteristica "erborinatura", dovuta alla presenza di specifici ceppi di muffa. Tali tradizioni si sono consolidate nel tempo, seguendo l'evoluzione del settore.

Qualità

D.O.P.

Caciotta (Caciotta e Caciotta al Tartufo)

UMBRIA

Formaggi da taglio, grasso, a pasta molle

Sapore

Il sapore è dolce.

Utilizzo

La Caciotta può essere gustata anche in un panino, tagliato a fette, insieme ad uno dei tanti salumi di qualità caratteristici dell'Umbria. La Caciotta al Tartufo si fa apprezzare molto nelle insalate o condita con un filo d’olio e pepe, abbinato con un buon pane.

Vini

La caciotta si abbina a vini bianchi di bassa-media gradazione alcolica (Assisi Bianco o Grechette). Quella al Tartufo può essere abbinata con un vino bianco ben strutturato, come ad esempio Umbria Bianco o Chardonnay.

Curiosità

Qualità

P.A.T.

Godiamoci tutti gli altri

Uno spettacolo di sapori, dal più sofisticato al piccante per adulti, dal duro implacabile al delicato per tutta la famiglia.

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